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IL BAROCCO:
Chiesa dell'Annunziata
LA COSTA:
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Ostensorio in argento
(sec. XVIII)
All'interno della chiesa si trova un "Ostensorio in argento" del sec. XVIII.
La base è divisa in tre campi da volute su cui vi sono poste tre statuette raffiguranti la Fortezza, la Temperanza e la Mansuetudine.
Sulle tre superfici sono rappresentate a sbalzo tre storie bibliche: Cristo e la Samaritana, il miracolo del cieco, il sacrificio di Melchisedech.
Sul fusto si trova la rappresentazione del sacrificio di Isacco.
La sfera è composta da raggi diradati, legati insieme da una ghirlanda esterna e da una corona di spine.
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La chiesa della SS. Annunziata, al centro del quartiere omonimo, è collocata come quinta scenografica della piazza antistante, circondata da case gentilizie riferibili alla fine dell'ottocento e ai primi del novecento.
Ricostruita dopo il terremoto tra il 1704 e il 1720, contiene uno dei più completi cicli di stucchi del Ragusano, eseguito da Giuseppe Gianforma (1750) come monocromo a fondo azzurro e con scene dell'Antico e Nuovo testamento.
Ha un impianto planimetrico basilicale, a tre navate, divise da robusti pilastri decorati da lesene scanalate con capitelli corinzi.
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Non sappiamo se il prospetto settecentesco fosse rispondente ad un disegno anonimo da attribuire all'architetto netino Paolo Labisi. Sicuramente il Labisi, attivo prevalentemente a Noto, firma nel 1779 i fogli riguardanti i disegni della sagrestia e di una cappella laterale del transetto (non realizzata).
Nel 1869 la facciata subì un crollo; fu ricostruita subito dopo dal capomastro Carlo Di Gregorio con esiti poco felici. Negli stessi anni vengono ricostruite le cupole delle navate laterali.
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La chiesa, inoltre, contiene il Cristo con la Croce dello scultore Guarino da Noto del '700 (simulacro legato ai riti del Venerdì Santo) e rappresenta Cristo che sale al calvario, con la croce sulle spalle, tra due carnefici che lo colpiscono violentemente.
Tra le opere d'arte si segnalano: L'Annunciazione (olio su tela, sec. XVIII, altare centrale), l'Adorazione dei Magi (olio su tela, sec. XVIII), S. Maria dell'Itria (olio su tela), S. Vito (scultura), la cassa reliquiaria in argento; in sagrestia si trovano la tavola tardorinascimentale raffigurante l'Annunciazione, la tela di S. Andrea Avellino (sec. XVII), la tela di un componente della famiglia Statella (sec. XVIII).
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Cassa reliquiaria in argento e bronzo
(1738)
All'interno della chiesa si trova una "Cassa reliquiaria in argento e bronzo" del 1738.
I quattro lati sono ornati da bassorilievi in lamina d'argento raffiguranti protomartiri e protovergini racchiusi in nicchie con catino a conchiglia.
Le nicchie sono intervallate da semicolonne tortili.
Anche il coperchio è ornato da fregi floreali e da quattro medaglioni mistilinei con raffigurazioni di santi.
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