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Il suo territorio fu abitato dal periodo preistorico, come testimoniano le numerose abitazioni neolitiche e trogloditiche rinvenute nella grandiosa e famosa vallata della "Cava d'Ispica" e la necropoli presso Punta Castellazzo con la "città di Apolline".
Porta orientale d'ingresso della provincia di Ragusa, Ispica grazie alla suggestiva bellezza del suo territorio offre al visitatore momenti di grande emozione. Situata su una collina detta della "Calandra" di 170 m. sulle alture dei monti Iblei a 7 chilometri dalla costa, dista 36 Km. da Ragusa.
Ispica è composta di due parti distinte: il quartiere settecentesco, che è la città attuale, ed il quartiere medievale, disrutto dal terremto del 1693 e oggi parco archeologico. Anticamente la località si chiamava Ispra, modificato in epoca romana in Ispicae Fundus. Nel medioevo assunse il nome di Spaccaforno fino al 1935, quando ritorno' alle origini con l'attuale nome di Ispica. Prima del terremoto l'abitato era all'interno della cava d'Ispica nella parte finale. Si sono succeduti i Siculi, i Greci, i Romani, i Bizantini, gli Arabi ed i Normanni.
L'impianto della città, come già accennato, oggi è tipicamente settecentesco, con una struttura urbana a scacchiera e si notano splendidi edifici tardo barocco, neoclassici e liberty.
ll 27 Luglio 2013, per i 50 anni dalla vittoria dell'Oscar, ad Ispica, la rievocazione, in chiave teatrale, del film "Divorzio all'Italiana" nei luoghi che fecero da cornice ad un film che entrò nella storia del cinema italiano.
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Approfondimento (by Saro Distefano): nel gennaio del 1453 la storia di quella che oggi chiamiamo Ispica, ma che allora era ancora Spaccaforno, cambia corso, traiettoria. Ispicae Fundus, appunto la Spaccafurnu degli iblei, si sgancia dalla grande Contea di Modica, il feudo dei catalani Cabrera, il celebre “regnum in regno”.
Il 4 gennaio di cinquecentosessanta anni fa, a Napoli, il notaio De Aflicto registra infatti l’atto di vendita della “terram cum fortilizio Spaccaforni”: il Conte di Modica Giovanni Bernardo de Caprera, figlio del celebre Bernat, vende il feudo ispicese ad Antonio de Carusio, quello che poi diverrà il più diffuso cognome Caruso. Il de Carusio era un “maestro razionale”, ovvero un funzionario amministrativo, di quella nascente nobiltà di toga, proveniente dai ranghi della amministrazione comitale che sarebbe diventata l’ossatura portante della Contea poi Provincia. Ispica sarebbe ancora una volta passato di mano, dai Caruso agli Statella, marchesi che fecero di Spaccaforno il loro grande feudo e per molti secoli.
Un feudo, l’Ispicae fundus che sarebbe sempre rimasto “satellite” della grande Contea modicana, ma di fatto indipendente, con grandi vantaggi sul piano mercantile, soprattutto per la presenza di molti commercianti ispicesi in continuo contatto col mercato della vicina Malta oltre che con altre sponde mediterranee, e il tutto avendo quale base marittima la piccola ma efficiente baia di Sampieri.
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Sei bandiere blu alla Sicilia e tre sono in provincia di Ragusa. La new entry è la spiaggia di S. Maria del Focallo a Ispica che si aggiunge alle già consolidate Pozzallo e Marina di Ragusa.
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Donatella Bisutti
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Una villa nobiliare dei primi dell'ottocento e dimora ideale per trascorre vacanze e visitare i capolavori d'arte barocca.
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CITTA' DI ISPICA
riconoscimento da parte del sindaco Dott. Rustico Piero al sito www.costierabarocca.it come uno dei più importanti del Val di Noto.
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