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Pasqua 
01 - 08 aprile 
Canicattini Bagni (SR)  
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A Canicattini Bagni durante la Quaresima e la settimana che andava dalla Domenica delle Palme alla Pasqua, si svolgevano manifestazioni piene di significato religioso ormai andato ad esempio, i sabati di Quaresima in cui la statua della Madonna veniva portata in processione, a turno, dalle diverse classi sociali del paese. Il sabato pomeriggio usciva dalla Chiesa Madre per poi rientrare a sera in quella delle Anime Sante. Tutto ha inizio con la Domenica delle Palme, che ricorda l'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Le Palme, molte delle quali vengono intrecciate a mano, vengono benedette. Una volta era usanza che dopo la benedizione venivano distribuite ai "massari" che li portavano in campagna per propiziarsi un buon raccolto di frumento. Il Mercoledì c'erano le funzioni dei "trapani" cioè delle tenebre; esse volevano richiamare l'attenzione dei fedeli le tenebre che avvolgevano la terra nel momento della passione e morte di Cristo. Le candele della Chiesa venivano spente tutte tranne una che, posta sull'altare maggiore, rappresentava la "vera luce". Il Giovedì vi è il rito della "lavanda dei piedi", oggi impersonata dai "chierichetti" mentre una volta dai più poveri del paese. Si "scuonzunu l'"artari" e si consa u Santu Sepurcru co "laurieddu" (chiamati anche "giardini di Adone", divinità della vegetazione e specialmente del grano). Esso è il simbolo delle primizie offerte a Cristo. Preparato con frumento deposto nel cotone, innaffiato, custodito al buio e abbellito poi con fiori, nastri e carta multicolore. Davanti all'altare, un tempo, oltre al "lauri", ai fiori e ai lumini, veniva posta la statua della Madonna Addolorata con manto nero. La sera si usava e si usa ancora visitare i sepolcri allestiti nelle Chiese del paese. Il Venerdì Santo inizia la funzione religiosa, con la Liturgia di Passione e termina allorquando viene pronunciato, da parte di un Predicatore appositamente invitato, la seguente: "ECCE HOMO". In quel preciso istante viene svelato il Simulacro dell'Ecce Homo, una statua in carta peste risalente alla fine del '600. Il Simulacro dell'Ecce Homo, detto "U SANTISSIMU CRISTU" viene collocato "Na Vara" un fercolo di legno in stile gotico. Apre la processione, di ben 5 ore e più, uno stendardo nero, alto e pesante, che una volta dava prestigio a chi lo portava dato che si svolgeva un'asta tra i "massari" (agricoltori) e i "mastri" (artigiani) per conquistarselo. Appena lo stendardo era dinanzi la porta della Chiesa, si dava inizio ad una vera e propria lotta di offerte in tumuli di grano che andavano alla Chiesa, fin quando "si libbirava u stinnardu"; seguono i fedeli, le varie Associazioni operanti a Canicattini Bagni, che si alternano a portare a spalla il fercolo, i "NURI", il Simulacro, le autorità civili, la banda ed infine un' inverosimile folla di persone raccolta in un religioso silenzio. La peculiarità di questa processione è la presenza dei "NURI" . "I NURI" o (NUDI) sono uomini che per voto o per grazia ricevuta, solo quella particolare sera, sono vestiti con pantalone, camicia e calze bianche (scalzi); sulle spalle portano una mantella rossa sulla quale sono cucite al centro ed ai lati della medesima delle croci color giallo-oro, ad imitazione del Simulacro; alcuni invece indossano un particolare "Scialle" di lana o di lana-seta di color rosso cupo, con tipiche decorazione orientaleggianti e lavorato utilizzando gli antichi telai. Questo "Scialle" s'indossava in occasioni particolari, quali matrimoni o feste; inoltre i "NURI" portano al collo una corda intreciata di "liama" (ampelodesmo) detta "U Pasturuni" annodata al collo a mò di cappio , tipico delle Compagnie dei Penitenti. La testa è coperta da un fazzoletto annodato "A Trinciettu" (legato dietro la nuca) sul quale viene posto "U Circu" (corona) intrecciata con verghe della pianta selvatica "mitavira". Ciascuno tiene in mano una cannuccia, simbolo dello scettro regale, alla cui estremità superiore viene inserita un'immagine piccola del SS. Cristo, tenuta fissa con un nastrino rosso legato a fiocco. Il "NURU" raffigura il Cristo deriso, schernito e beffeggiato nel Pretorio di Pilato. In passato i "Nuri" si recavano in Chiesa, deponevano gli abiti e i calzari, restando in mutande (ignudi), ma mutati i tempi, questa tradizione cessò. Durante la processione i "NURI" intonano "U LAMIENTU" (lamento) tipico canto popolare della Settimana Santa. Il lamento, molto commovente e suggestivo, rievoca i patimenti della Passione di Cristo. In questo canto si celano dolore, tormento, pianto e sofferenza di cui Gesù Cristo e la madre Maria, sono i protagonisti. Al lamento si alterna una cantilena detta "U cantu re Virginieddi"eseguito da ragazze vestite di bianco. Durante la processione, ci si sofferma in via Garibaldi 117, ("palazzu i Pinieddu)". In passato, il simulacro faceva molte soste, perchè i Nuri si soffermavano presso parenti e amici, che offrivano loro da bere ("a bippita"). A volte, a furia di bere, si ubriacavano. I Nuri fecero in gran maggioranza il loro voto, durante i tragici anni della guerra. Altre usanze e promesse col passare del tempo sono svanite, come "u trapassu", il digiuno più lungo che durava dal giovedì, quando legavano le campane, fino al sabato al momento del "crisci loria", quando al suono delle campane, che annunziavano la Resurrezione di Gesù, i bambini venivano alzati in aria, in segno di gioia; l'offerta di animali che, infiocchettati con nastri rossi ("parati") venivano condotti all'altare del SS, Cristo, dove una commissione li stimava e il devoto lasciava alla Chiesa il prezzo stabilito riportandosi indietro l'animale; "u strasciniuni", dove il fedele strisciava con la lingua il pavimento della Chiesa, dall'ingresso sino all'altare del SS. Cristo. La Domenica di Pasqua, "A Paci-Paci" (l'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna Addolorata) avveniva prima della S. Messa. Oggi, si partecipa prima alla S. Messa e in un secondo momento, si avvia la processione dei due simulacri: la Madonna Addolorata esce dalla Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio; quella del Cristo Risorto, dalla Chiesa Madre. Al primo incontro, davanti la Chiesa Maria SS. Ausiliatrice (Santuzzu), alla Madonna viene tolto il manto nero e lasciatole quello azzurro e al grido "A Paci-Paci", viene fatta incontrare col figlio Risorto. Il rito si ripeterà ancora davanti alla Chiesa delle Anime Sante, e alla Chiesa S. Maria degli Angeli (Matrice).  
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